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Mauro Marchisio racconta Lukasz Skorupski

"E' pronto per una big, forse non a Roma": il preparatore dei portieri delll'Empoli racconta Skorupski

Non sarà una rivincita, ma la voglia di mettersi in mostra per riconquistare la Roma. Come all’andata, quando grazie alle sue parate aveva imposto il pareggio alla squadra di Spalletti.

Domani Skorupski torna all’Olimpico dove ha passato solamente due stagioni in giallorosso e una manciata ti presenze dietro De Santis. Poi il prestito all’Empoli, per crescere senza pressioni e lontano dall’antagonismo di Szczesny. Spalletti ha preferito il portiere in prestito dall’Arsenal a lui, ma ora è pronto a tornare. “Lukasz è migliorato molto, aveva esclusivamente bisogno di giocare con più continuità” parola di Mauro Marchisio.

Venti anni all’Empoli, prima nelle giovanili e poi in prima squadra. Sempre come preparatore dei portieri. Ne ha visti passare tanti: Bucci, Sereni, Berti e ora anche Skorupski: “Sicuramente è nei primi due posti tra tutti i portieri che ho allenato”. Una vita sul campo per Marchisio, una vita ad Empoli: “Qui c’è l’ambiente giusto per crescere, ti lasciano lavorare e Lukasz piano piano è cresciuto. Ha acquisito autostima e sa di poter stare a certi livelli”. Questo l’anno della consacrazione. Nelle prime diciannove partite, per 10 volte ha tenuto la porta inviolata. Meglio di lui? In Serie A solo Szczesny ha una percentuale di parate maggiore. Il 79% per il portiere della Roma, 74% per Lukasz. E di nuovo il duello polacco che ritorna. Skorupski però è il migliore nei rigori parati, tre quest’anno. “Dall’altra parte ci sarà Perotti o forse Totti, due dei migliori in Serie A dagli undici metri - dice Marchisio - mi sono visto tutti i rigori che il calciatore argentino ha calciato da quando è in Italia”. Questione di particolari, piccoli ma che fanno la differenza.

Studiamo le caratteristiche singole di ogni giocatore, cerchiamo di visualizzare bene i modi di calciare e dove il calciatore va a cercare lo smarcamento durante la partita”. Evoluzione però anche del ruolo: “Ora il portiere deve creare la superiorità numerica in difesa, essere bravo con i piedi, ma non dimentichiamoci che deve saper parare”. Giocare alti dunque: “Lukasz in questo è bravo, è un portiere che attacca gli avversari, non ha paura ad uscire”. Evoluzione anche degli allenamenti: “Simuliamo le situazioni della partita, attraverso delle letture veloci delle azioni, se ragioni in modo lento devi agire in modo frettoloso con il corpo e commetti gli errori”. Errori che inevitabilmente fanno parte del mestiere, di chi non ha una seconda opportunità per rimediare: “È una caratteristica dei portieri stranieri, riescono a metabolizzare subito l’errore, molti portieri italiani invece soffrono questa situazione”.

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di Redazione

( Fonte gianlucadimarzio.com )

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