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Elementi di Didattica | Articoli di supporto per elaborare percorsi di formazione tecnica

responsiveresponsiveTrasferire competenze nei nostri allievi deve essere inquadrata come un’esigenza che nasce dalla consapevolezza che una qualsiasi attività sportiva abbia bisogno di un’attenta attività programmatica al fine del raggiungimento reale di obiettivi specifici della disciplina che si vuole praticare. Insegnare il calcio sembrerebbe ai più una cosa alquanto facile considerando che si tratta, semplicemente, di colpire una palla con i piedi o di buttarsi a terra per effettuare una parata. I nostri giovani, sin da piccoli, si dilettano a dare calci ad un pallone, ma da qui ad insegnare calcio molta è la strada da percorrere e tanto il tempo in cui doversi applicare. Periodicamente raccoglierò dalla Rete articoli che evidenzino il raggiungimento di obiettivi attraverso la didattica, che possano essere di supporto al lavoro sul campo degli allenatori. responsive

La parata in tuffo

Quello che ogni portiere fin dalla più giovane età desidera fare quando è a difesa della porta è la parata in tuffo, che accompagnata da un gesto acrobatico regala sempre grande soddisfazione.

Quello che ogni portiere fin dalla più giovane età desidera fare quando è a difesa della porta è la parata in tuffo, che accompagnata da un gesto acrobatico regala sempre grande soddisfazione.

Ma tecnicamente cos’è la parata in tuffo? Il tuffo fa parte dei gesti tecnici difensivi esecutivi. La perdita di equilibrio volontario si effettuata quando con il solo spostamento non si riesce a coprire la distanza dalla palla, e vede il portiere compensare il ritardo spazio/temporale con la conclusione in tuffo.
Quindi il tuffo è un gesto che va a compensare un ritardato piazzamento o una mancata e tempestiva lettura. Ovviamente non è sempre cosi: il tuffo si rende necessario anche quando la conclusione a rete arriva con notevole velocità, costringendo il portiere a lavorare in modo reattivo/esplosivo e a calcolare ogni possibile situazione.
Per rendere la parata in tuffo un esercizio veloce, fluido, coordinato ed efficace bisogna lavorare su molteplici aspetti, la sola bravura e spregiudicatezza non è sinonimo di un gesto fatto bene.
Il tuffo può essere effettuato da fermi su palle calciate da breve/media distanza, ma esistono dei casi che prevedono il tuffo anche per le conclusioni dalla grande distanza soprattutto oggi con i nuovi palloni dalle traiettorie impossibili da decifrare. Fare una parata da fermo con l’aiuto della sola spinta, richiede dal portiere tanta potenza esplosiva. Un corpo per passare da una posizione statica ad una di massima accelerazione è soggetto ad uno sforzo notevole ,soprattutto considerando la stazza media dei portieri moderni vicini al metro e novanta centimetri.

  • Il tuffo può essere preceduto da un spostamento passo accostato, che può variare in ampiezza in base alla velocità/tempo della palla.
  • Tuffo con pre-saltello

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di Francesco Lafortezza

( Fonte francescolafortezza.it )

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