Ultimi aggiornamenti del sito       Le dinamiche relazionali tra Allenatore e colleghi

Grazie per la tua valutazione.

Contattaci tramite questo form.
Email:
Soggetto:
Messaggio

Elementi di Didattica | Articoli di supporto per elaborare percorsi di formazione tecnica

responsiveresponsiveTrasferire competenze nei nostri allievi deve essere inquadrata come un’esigenza che nasce dalla consapevolezza che una qualsiasi attività sportiva abbia bisogno di un’attenta attività programmatica al fine del raggiungimento reale di obiettivi specifici della disciplina che si vuole praticare. Insegnare il calcio sembrerebbe ai più una cosa alquanto facile considerando che si tratta, semplicemente, di colpire una palla con i piedi o di buttarsi a terra per effettuare una parata. I nostri giovani, sin da piccoli, si dilettano a dare calci ad un pallone, ma da qui ad insegnare calcio molta è la strada da percorrere e tanto il tempo in cui doversi applicare. Periodicamente raccoglierò dalla Rete articoli che evidenzino il raggiungimento di obiettivi attraverso la didattica, che possano essere di supporto al lavoro sul campo degli allenatori. responsive

Alex Brunner e Simone Scuffet, la didattica della parata a contrasto (prima parte)

Alex Brunner e Simone Scuffet, la didattica della parata a contrasto (prima parte)

Perché la parata a contrasto? Io ci credo tantissimo. La scena di gioco è la seguente: l’avversario è nell’area di rigore a una distanza compresa tra i 4-6 metri dal portiere. Il controllo del pallone è impreciso, si allontana dal piede a una distanza compresa tra 1-2 metri. Vedere il portiere passivo, inerme,

Perché la parata a contrasto?

Io ci credo tantissimo. La scena di gioco è la seguente: l’avversario è nell’area di rigore a una distanza compresa tra i 4-6 metri dal portiere. Il controllo del pallone è impreciso, si allontana dal piede a una distanza compresa tra 1-2 metri. Vedere il portiere passivo, inerme, già sconfitto ancora prima che il palloni entri in porta o speranzoso che un avversario concluda a rete è qualcosa che io non accetto. Sfruttando la forza generata dalla spinta delle gambe, la somma della lunghezza del corpo e delle braccia distese-parallele (mani verticali a spazzaneve), la parata a contrasto mi consente di attaccare e difendere lo spazio limitato dal portiere stesso. Un avversario che non ha il pallone vicino al piede concede la possibilità al portiere (anche se in ritardo) di attaccarlo nella “terra di nessuno”. Ci vuole coraggio, struttura fisica e tecnica. Tutto ciò si può allenare ogni giorno. Io ci provo.
Il segnale per attaccare che io chiamo semaforo verde e’ quando il pallone tramite un controllo impreciso dato dal piede, dal petto, dalla coscia e dalla testa dell’attaccante, viene orientato nella cosiddetta “terra di nessuno”. Vedo molti portieri che in situazioni analoghe intervengono tuffandosi con le gambe rivolte verso il pallone e sedere a terra. Questo modo di opporsi permette la copertura dello spazio in modo approssimativo.
Ripeto che nella parata a contrasto insisto molto, ci credo molto e pretendo che venga eseguita.

 ...... continua a leggere l' articolo

 

di Redazione

( Fonte Il Numero1 )

Pin It

Altri Articoli | Elementi di Didattica