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Elementi di Didattica | Articoli di supporto per elaborare percorsi di formazione tecnica

responsiveresponsiveTrasferire competenze nei nostri allievi deve essere inquadrata come un’esigenza che nasce dalla consapevolezza che una qualsiasi attività sportiva abbia bisogno di un’attenta attività programmatica al fine del raggiungimento reale di obiettivi specifici della disciplina che si vuole praticare. Insegnare il calcio sembrerebbe ai più una cosa alquanto facile considerando che si tratta, semplicemente, di colpire una palla con i piedi o di buttarsi a terra per effettuare una parata. I nostri giovani, sin da piccoli, si dilettano a dare calci ad un pallone, ma da qui ad insegnare calcio molta è la strada da percorrere e tanto il tempo in cui doversi applicare. Periodicamente raccoglierò dalla Rete articoli che evidenzino il raggiungimento di obiettivi attraverso la didattica, che possano essere di supporto al lavoro sul campo degli allenatori. responsive

Le parate in tuffo

Le parate in tuffo

In questo articolo, analizzeremo la parata in tuffo, indipendentemente dal fatto che possa essere eseguita in presa in deviazione. L’attenzione sarà, infatti, posta sulle modalità di spostamento da eseguire per effettuare l’intervento. Nel 2006 è stato pubblicato il libro-DVD “L’attacco alla palla” (Filippi, 2006),

un ausilio didattico che condizionò il pensiero di molti allenatori di portieri. Parecchi, infatti, consideravano come unica strategia di intervento l’attacco della palla. In realtà, l’idea originaria non era certo quella di far nascere una “moda”, ma di studiare una tra le soluzioni “tecniche e tattiche” che il numero1 deve conoscere e utilizzare in partita. L’attacco della palla è sicuramente uno degli aspetti che ha caratterizzato le nuove generazioni di numeri uno, ma l’estremo difensore di oggi, come quello di ieri, deve essere capace di effettuare anche parate in distensione, con la corretta tipologia di spostamento per rendere la propria azione efficace e meno dispendiosa. Possiamo sostenere che il portiere deve sì saper attaccare la palla, ma anche svolgere degli interventi “non in avanti”, diciamo “laterali”, quando questo e l’unico modo per intercettare il pallone ed evitare una segnatura.

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di Claudio Filippi e Daniele Borri

 

( Fonte Il Numero1 )

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