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Metodologia di Stefano Prato

Nelle Settore Agonistico, categorie Giovanissimi ed Allievi, le sedute di allenamento saranno quasi esclusivamente di tipo specializzante per la crescita del giovane portiere nei vari aspetti: le proposte di tipo coordinativo tenderanno a diminuire gradualmente ( anche se non verranno mai abbandonate definitivamente ), quelle tecniche manterranno una valenza importante mentre cominceranno ad essere inseriti con maggiore frequenza lavori che porteranno a trasmettere all' allievo quelle nozioni di tipo tattico-individuale e tattico-collettivo molto attinenti al miglioramento della prestazione in gara e quindi al riconoscimento del gioco nelle sue varianti.

Anche se parlare esclusivamente di formazione negli aspetti tattici può sembrare prematuro, in particolare per i portieri del primo anno della categoria Giovanissimi, ritengo comunque importante lo sviluppo e l'allenamento anche in questa direzione sin da questa fascia di età, abituando i nostri giovani atleti ad avere sempre un compito da assolvere in ambito di organizzazione di reparto e collettivo, anche quando la palla è lontana dalla porta, con la necessità di rimanere sempre attenti e concentrati e per favorire il giusto contributo del giovane portiere all'evoluzione del gioco.
Già dalle esercitazioni situazionali e nelle partitelle di allenamento che i portieri effettueranno con i compagni di squadra si dovrà richiedere massimo impegno nell' analisi del gioco e nella lettura delle situazioni che si presenteranno di volta in volta, oltre ad adottare la corretta comunicazione verbale e gestuale per comandare i movimenti dei compagni di reparto.

La componente tattica dovrà essere affrontata proponendo esercitazioni di tipo misto e collettivo, contestualizzate in una fase del gioco ben specifica:
- fase di possesso;
- fase di non possesso
- fase di transizione.

Un capitolo a parte merita il miglioramento specifico delle capacità condizionali quali la forza nelle sue varie espressioni, la resistenza e la flessibilità: ritengo che il loro allenamento specifico e con sovraccarichi sia redditizio solo dopo i 15-16 anni di età (categoria Allievi in poi) e comunque sempre in rapporto all'età biologica del giovane allievo.responsive
Prima di questo termine ritengo superfluo, se non dannoso esercitare le capacità condizionali in modo specifico, in quanto un allenamento tecnico ben strutturato può prevedere il coinvolgimento intrinseco della forza, della velocità negli spostamenti e della flessibilità che sono le qualità fisiche maggiormente reperite dal portiere durante la prestazione.
Forza e velocità sono strettamente correlate tra loro e la seconda, purtroppo, è poco allenabile,dipendendo in larga parte da fattori di tipo genetico-ereditari.
La forza che il portiere utilizza maggiormente in gara è quella veloce. Per il portiere si parla sempre e comunque di forza espressa dagli arti inferiori: per quelli superiori, invece, sarà necessario esercitarli affinchè possano raggiungere una buona tonicità ed essere in possesso di grande rapidità esecutiva.
A causa della varietà di interventi che il portiere esegue, e che richiedono doti acrobatiche e di agilità estrema, la flessibilità è un ulteriore qualità che i giovani portieri dovranno mantenere e migliorare costantemente con esercitazioni di mobilità dinamica e statica.
La resistenza, invece, è una capacità che il portiere non dovrebbe mai allenare o comunque farlo in modo estremamente marginale e saltuario, in quanto, durante la gara non è mai chiamato ad eseguire un numero di interventi consecutivi tali da arrivare ad una soglia di stanchezza apprezzabile.
Questa soglia può essere facilmente riconducibile ad un fattore psicologico, che viene facilmente superato con la continuità di prestazione.

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