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Metodologia di Stefano Prato

Un importante occhio di riguardo va rivolto alla cura dell’aspetto psicologico nei giovani, in rapporto all' età ed al contesto di campo in cui devono esprimersi e rapportarsi, passaggi fondamentali per una corretta formazione caratteriale dei nostri giovane portieri. Si dovranno affiancare ai percorsi specifici del ruolo altrettanti momenti comunicativi e di analisi comportamentale volti alla costruzione di adeguate basi di temperamento generale, che indirizzino alla creazione nel giovane di una personalità forte ed indipendente, qualità queste indispensabile per ambire a poter diventare un giorno un portiere di successo.

Generalmente si dovrà assumere un atteggiamento autorevole e di costante presenza, impegnandosi a far comprendere ai propri allievi l' importanza del sapersi responsabilizzare nelle proprie azioni, raggiungendo così il giusto grado di apprendimento della cultura del lavoro, dell’ ordine e della serietà, per il raggiungimento degli obiettivi individuali e del gruppo squadra.
Il tutto, chiaramente, nella giusta misura e rapportato all’ età dei giovani atleti, senza esagerare, e privilegiando sempre aspetti ludici e di divertimento, basi fondamentali di motivazione che spingono i ragazzi alla pratica continuativa del gioco del calcio.responsive
Nello specifico, lavorando nei vari aspetti del ruolo, è opportuno mantenere sempre un atteggiamento positivo o comunque, quando i risultati tardano ad arrivare, proporsi con un approccio ideale che ha come fine ultimo quello di mantenere e favorire nel giovane un buon livello di autostima.
Il rischio di perdere da parte del giovane portiere questa personale convinzione è palpabile in ogni momento, e pertanto diventa fondamentale fare attenzione che ciò non accada stimolandolo ad insistere su ciò che non funziona, correggendo gli errori sempre in modo gratificante. E’ anche vero che bisogna stare attenti al verificarsi del caso opposto: un eccesso di autostima rischia di trasformarsi in presunzione, con la conseguenza di trovarsi di fronte giovani che, convinti della propria infallibilità, comincino a gestire la propria preparazione con superficialità, senza la giusta umiltà e l' adeguato spirito di sacrificio.

L’ allievo dovrà sentirsi tranquillo in campo e non affrontare le gare in modo passivo, con la paura di commettere errori ma stimolarlo, invece, ad assumere un atteggiamento attivo, da protagonista, con desiderio di partecipare e provare a mettere in pratica principi e tecniche apprese nel corso delle sedute di allenamento settimanali.

Tenendo in forte considerazione età dei giovani e tipologie caratteriali, è importante favorire dinamiche durante il lavoro che inducano alla presa di coscienza ed al consolidamento di qualità individuali come:

  • impegno, tenacia, disciplina e pazienza, per lavorare bene e con voglia durante le sedute di allenamento;
  • personalità decisa ed autorevole, per infondere fiducia ai compagni e per guidare la difesa, e per rendersi credibili agli occhi degli istruttori preposti alla gestione del gruppo ed alla scelta;
  • coraggio, indispensabile per effettuare interventi acrobatici come tuffi ed uscite o per fare scelte rischiose durante lo svolgimento della gara;
  • autostima, per conoscere le proprie qualità e non abbattersi dopo una rete subita,dopo un errore o durante un periodo con risultati prestativi di scarso rilievo;
  • rispetto e lealtà, verso i compagni, gli avversari ed i propri istruttori.