Ultimi aggiornamenti del sito       Avviamento al Ruolo del Portiere - La Presa con pollici divergenti

Grazie per la tua valutazione.

Contattaci tramite questo form.
Email:
Soggetto:
Messaggio

Metodologia di Stefano Prato

Operando prevalentemente in ambienti di settore giovanile mi pongo come obiettivo principale quello di trasferire conoscenze e competenza ai miei giovani portieri, al fine di favorire un apprendimento consapevole delle tecniche necessarie all' interpretazione del ruolo del Portiere ed al riconoscimento del gioco durante lo svolgimento della gara. 

Questo lo posso realizzare creando percorsi di crescita individuale dalle fasi di avviamento fino alle categorie giovanili agonistiche, tenendo in forte considerazione i principi di gradualità e di complessità dei contenuti proposti di volta in volta.
Tale processo di insegnamento delle abilità tecniche di base ed applicate si compone di più passaggi successivi e consequenziali che fanno capo a:

  • la comprensione del compito;
  • a coordinazione grezza;
  • la coordinazione fine;
  • la disponibilità variabile.

Lo step di disponibilità variabile, che può durare anche anni, si tenderà a rendere l’esecuzione maggiormente stabile ed adattabile agli stimoli ambientali previsti o improvvisi, ad esempio i diversi tipi di traiettoria della palla, la posizione o il movimento dei compagni o degli avversari, ecc.
Per cui i contenuti del lavoro sul campo verranno indirizzati per trasferire e modellare mediante una didattica appropriata il bagaglio tecnico, che servirà a definire il grado prestativo nel giovane, tenendo costantemente in considerazione quelle che sono le richieste del gioco. responsive
Il metodo didattico si riferisce alle modalità con le quali si attua un piano di lavoro programmato, mediante principi e criteri strutturati sia nella forma che nei modi, sia nei tempi di realizzazione, ponendosi degli obiettivi da raggiungere. Tale prassi si struttura facendo riferimento a teorie dell’apprendimento che può esser semplificata e riferita ad un approccio metodologico di tipo cognitivo: questa farà ricorso ai metodi del "problem solving", o più comunemente della scoperta graduale fino alla libera esplorazione.
Poiché queste tecniche di insegnamento sono caratterizzate da una prevalente autonomia e libertà motoria, il giovane portiere verrà sollecitato anche a trovare risposte personali al problema, a sperimentare soluzioni nuove, e orientare di conseguenza la crescita tecnica verso il raggiungimento di una personalità calcistica creativa.
L’utilizzo del "problem solving" e di altri strumenti didattici che prevedono variabilità della pratica in un primo momento potrebbero evidenziare un apprendimento delle tecniche specifiche ritardato a fronte del raggiungimento di una esecuzione corretta; è stato comunque dimostrato che tale procedura produce effetti di trasferimento delle competenze a medio-lungo termine maggiori rispetto ad una pratica a blocchi che prevede ripetizioni costanti con poche variazioni.
Quest' ultima metodica, nell’insegnamento ovviamente, permette di raggiungere risultati tecnici più precocemente, ma con il rischio di una minore flessibilità nell’adattarsi in seguito al contesto situazionale.
Il grado di complessità e la forma con cui vengono proposti i contenuti didattici rappresentano la filosofia che sostiene le scelte nel momento in cui viene strutturato il percorso di lavoro: la ricerca di un’ automatizzazione precoce del gesto tecnico, privilegiando la pratica a blocchi rispetto a quella di soluzione del problema, potrebbe condurre ad ottenere risultati a breve termine, ma potrebbe rendere l’abilità raggiunta meno flessibile.