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Le Progressioni Didattiche | Percorsi di crescita individuale del Portiere

responsiveresponsiveLe progressioni didattiche sono una componente fondamentale nell’attività di formazione del giovane portiere. L' allenamento del giovane portiere assume una centralità rilevante all' interno di un percorso di formazione e deve possedere come unico obiettivo quello di fare emergere le qualità psico-fisiche dell' atleta nei vari aspetti. Il raggiungimento dell' obiettivo sportivo sarà possibile solo se il preparatore, oltre alle conoscenze tecniche specifiche, metterà in gioco le proprie capacità affettive, creative, di relazione e di ascolto. In questo contesto assume un aspetto fondamentale nell'attività di formazione la definizione e la proposta di "progressioni didattiche", percorsi di crescita individuale che si articoleranno su più passaggi, atti alla comprensione, all' apprendimento ed al consolidamento di gestualità tecnico-tattiche, in forma analitica ed applicata.responsive

I PERCORSI DIDATTICI

Per mettere a punto una corretta progressione didattica di esercizi, che si prefigga il raggiungimento dell’obiettivo programmato, bisogna stabilire un opportuno percorso didattico.

Per percorso didattico s’intendono specificamente le strategie di insegnamento/apprendimento che vengono previste ai fini del perseguimento degli obiettivi formativi.

Una volta fissate le mete (obiettivi) da perseguire, ed effettuata l’analisi della situazione, occorre ricercare, individuare e mettere a punto i percorsi didattici, i percorsi di apprendimento dei singoli allievi.

Mentre sul piano teorico si riconosce l’esigenza della personalizzazione formativa, poi sul piano pratico si continua ad avere come riferimento l’attività educativa e didattica del gruppo di giovani con cui si andrà a lavorare.

È pertanto opportuno porre maggiore attenzione alle due esigenze sopra richieste: i percorsi didattici e la loro personalizzazione.

Al riguardo è opportuno tenere presente che:

  • si sa veramente solo quello che si è scoperto, per cui occorre favorire la riscoperta;
  • la riscoperta favorisce la memorizzazione;
  • la riscoperta non risulta utile solo ai fini dell’acquisizione delle conoscenze ma anche ai fini della formazione delle capacità e degli atteggiamenti (finalità formative);
  • la ricerca avviene sempre secondo i ritmi e gli stili di apprendimento dei singoli allievi (individualizzazione dell’insegnamento).

Occorre perciò impegnarsi a prevedere, progettare e predisporre i percorsi formativi individualizzati.

Una volta previsti gli obiettivi, gli istruttori debbono individuare i percorsi didattici, le strategie di apprendimento più adeguate al singolo.

Al riguardo, non basta utilizzare gli schemi operativi di routine, consolidati dalla comune prassi didattica, perché occorre che i percorsi didattici siano adeguati alle specifiche situazioni di apprendimento dei singoli, dei loro livelli, dei loro stili e dei loro ritmi di apprendimento, tenendo conto delle loro situazioni particolari.

Pertanto, occorre effettuare una vera e propria ricerca, che muova dalla definizione del problema, dalla ricognizione degli elementi che si ritiene possano essere utili e dal loro confronto per cercare di individuare quelli che si ritengono più adeguati.

Occorre impegnarsi a scegliere le strade: non si può imboccare la prima strada che si pone di fronte.

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Occorre perciò riflettere sulla grande responsabilità che l’istruttore ha nel momento in cui si accinge a proporre al giovane determinati percorsi formativi. E perciò l’individuazione dei percorsi didattici si configura come un’attività di grande responsabilità, alla quale occorre riservare maggiore attenzione e maggiore spazio, anche temporale.

Si deve delineare, più che i percorsi didattici dell’istruttore che insegna, i percorsi dei singoli che apprendono, impegnandosi a ricercare quali possano essere gli itinerari più adeguati che ciascuno di essi può seguire per perseguire gli obiettivi, per apprendere, per formarsi.

Tommaso D’Aquino citava:

"la scoperta (inventio) consiste nel mettere colui che deve apprendere nelle stesse condizioni di colui che per primo ha effettuato la costruzione del concetto (la scoperta)."

Quindi quale è la situazione didattica più favorevole alla riscoperta, ricostruzione, reinvenzione dei concetti, delle regole, delle teorie che costituiscono l’obiettivo dell’apprendimento?

Oggi si ritiene che sia una situazione problematica, analoga a quella che all’origine ha portato all’invenzione dei concetti; l' Istruttore dovrà creare situazioni problematiche che possano portare i giovani atleti alla scoperta, e non si tratterà di proporre rigidi procedimenti esecutivi, ma vere e proprie ricerche di soluzioni nelle loro linee essenziali (modelli di situazioni problematiche).

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