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Articoli|Elaborati tecnici e sugli aspetti che caratterizzano la formazione del Giovane Portiere

responsiveresponsiveI titoli qui sotto elencati rappresentano lavori da me elaborati nel tempo e con i quali ho cercato di affrontare progressivamente tematiche inerenti la formazione e l'allenamento del giovane portiere. Il lettore non sempre potrà essere d'accordo con il mio pensiero e con quanto esposto: scrivere mi aiuta a mettere ordine tra le mie idee ed al contempo favorisce la creazione di un produttivo clima di confronto, tutto ciò necessario alla crescita ed alla condivisione delle mie competenze di allenatore. Compatibilmente con il tempo a disposizione proverò ad inserire periodicamente nuovi scritti, invito chi avesse delle osservazioni da pormi a contattarmi, sono sempre disponibile al dialogo ed all' ascolto di posizioni differenti.responsive

Sfatiamo un mito: " Lavorare con i Piccoli non è più semplice ! "

Quante volte ho sentito dire che dedicarsi ai bambini nel Calcio è facile, asserire che è sufficiente dar loro ordini e farli agire come tanti soldatini inquadrati, troppe volte ho assistito sedute di allenamento in cui tanti giovani annoiati scimmiottavano gestualità tipiche del calcio degli adulti, portando spesso ad abbandoni precoci dell' attività sportiva.

responsiveE tra le fasce d' età dell' Attività di Base quella dei Pulcini, in troppe società, purtroppo, è ancora inquadrata come una categoria di scarso interesse, utile solo per l' incasso di quote associative da utilizzare per fini estranei alla crescita dei bambini.

Più volte ho dovuto assistere alla scelta di guide tecniche per questi bambini molto discutibili e spesso venivano affiancati da persone a 'costo zero', scelti quasi a caso senza valutarne le reali competenze, che, messi alla testa di piccoli atleti, agivano e si atteggiavano come il nuovo Mourinho o similari. La scelta oculata dell' Istruttore per queste fasce d' età è di fondamentale importanza, personalmente sono dell' idea che le migliori competenze devono essere introdotte in queste categorie: il buon Istruttore è soprattutto un Educatore di Sport, deve sapersi mettere a disposizione dei piccoli allievi e non viceversa, e rappresentare una risorsa di crescita. Non il contrario !
Il limite di un Istruttore non adeguato è sempre evidente, agisce prevalentemente utilizzando schemi e modelli precostituiti, ignorando che principi e concetti che dovranno essere trasferiti variano man mano che si susseguono i bisogni dei propri atleti e le relative esperienze sul campo.

Spesso mi pongo delle domande guardando i bambini sul campo, e sono sempre le solite, cicliche e ripetitive:

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  • perchè limitarsi a seguire linee formative rigide e precostituite ?
  • perchè non impegnarsi nell' elaborazione e nella proposta di sempre nuove esperienze formative ?
  • perchè ci si ostina a considerare il bambino un piccolo uomo nel momento in cui si vuole trasferire una competenza ?

Ritengo che la risposta risieda sempre nel Coraggio di agire del Formatore e del saper creare. Con bambini così giovani ( ma anche con quelli più grandicelli ndr ) è importante percorrere strade sempre nuove, non lasciarsi trasportare e condizionare dall' abitudine di ciò che già è noto: questo modo di agire può diventare il grande limite di ogni Istruttore !
Perchè gestire solo il conosciuto non ci aiuta a cambiare, a modificarci, a migliorarci, ed a crescere insieme ai nostri ragazzi, ci lascia sempre uguali. Cambiare non significa rinnegare il passato, il nostro credo, cancellare il proprio vissuto, ma dimostra la giusta sensibilità per comprendere a fondo dove può portarci la nostra visione formativa, e renderla meno dipendente da luoghi comuni, da stereotipi dannosi ed inutili.

CHI SPERIMENTA, INNOVA. SEMPRE !

  • Per cui quali sono gli elementi fondamentali da considerare per organizzare un percorso formativo per i giovani portieri dei Pulcini, che chiaramente possono valere per ogni giovane atleta di questa età che pratica il gioco del calcio ?

Questa è una domanda che ogni Istruttore dovrebbe porsi in sede di elaborazione e prima di iniziare ad operare con i propri allievi, senza tralasciare l' importanza dell' educabilità della persona, e dell' opportunità di offrire percorsi individualizzati, ponendo la propria attenzione sulla necessità di agire con attenzione sulle aree che determinano il movimento consapevole, quella motoria, cognitiva ed affettiva.

L' area motoria rappresenta il corpo in movimento, la parte funzionale della persona, dove fanno capo tutte le funzioni neuromuscolari del bambino: questa favorisce la ricezione delle informazioni dal mondo esterno ed interno, determinando la possibilità, di ogni piccolo Numero 1, di interagire con gli altri, con gli oggetti, con se stesso e soprattutto con lo spazio e con il tempo, quest' ultime determinanti per l' interpretazione futura del Ruolo.

L' area cognitiva indica il livello di organizzazione del pensiero, il giovane portiere, infatti, deve prestare attenzione a se stesso ed al contesto che lo circonda nel suo agire, memorizzare le esperienze, analizzarle, associarle e rielaborarle, oltre che riconoscere e valutare le abilità e le conoscenze acquisite. Tale area viene costantemente sollecitata ogni qualvolta il portiere deve valutare una situazione generata dal gioco, quando effettua delle scelte e viene indotto a riflettere sulle proprie risposte gestuali, su un movimento ben preciso e conseguentemente su come comportarsi per poterlo migliorare.

L' area affettiva è importantissima, è legata alle emozioni, a mio modo di vedere il reale sostegno delle due aree precedenti, l' apprendimento non può essere proposto e supportato se viene a mancare la gestione dell' emozione e di ciò che ne scaturisce. Le emozioni sono presenti in qualsiasi situazione della vita, nel gioco, nell' attività sportiva, rappresentano un importante mezzo relazionale. Pregiudicarne un equilibrato coinvolgimento significa creare nel giovane una scarsa attenzione verso la propria interiorità, interferisce sull' apprendimento andando ad intaccare le motivazioni per imparare, influisce negativamente sulle capacità di valutare, capire ed assecondare l' errore proprio ed altrui, oltre ad alimentare scarsa consapevolezza dei propri bisogni e quelli dei propri compagni durante il gioco.

FARE INTERAGIRE CON RESPONSABILITA' LE TRE AREE SIGNIFICA DETERMINARE QUALITA' NELL' AZIONE !

Quindi il gesto tecnico che scaturirà dalle proposte che andremo a portare di volta in volta sul campo non dovrà essere inquadrato come la ripetizione stereotipata di un movimento, ma la conseguenza di un' azione intelligente del nostro giovane portiere, che interpreta il proprio ruolo, il gioco, con una originale motricità e personalità, nel modo più efficace possibile. Quindi, a noi Istruttori di giovani portieri, spetta il compito di offrire ai nostri allievi l' opportunità di apprendere seguendo questa logica, assecondando i loro bisogni e garantendo adeguati percorsi di formazione specifica, sempre in stretto rapporto con età e maturazione psicofisica.

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Quando veniamo chiamati a lavorare sul campo con giovani portieri delle categorie Pulcini tutto diventa complicato, spesso tocca ascoltare il luogo comune che identifica questa fascia d' età semplice da approcciare, semplice per incidere nei vari aspetti, semplice da gestire perchè tanto i bambini sono piccoli: per la complessità delle problematiche dal punto di vista educativo e didattico sicuramente è il contrario. Dobbiamo saper rispettare le tappe della maturazione psicofisica della persona e della specificità del ruolo, la fascia dei Pulcini per definizione è inquadrata come il periodo d'oro dell' apprendimento e per noi Istruttori questo deve essere visto come un vantaggio per poter trasferire più messaggi e competenze possibili, affinchè la crescita nel Ruolo possa generare continuamente risposte adeguate ed in linea con le richieste del gioco, alimentando la giusta soddisfazione sportiva.

Entrando nello specifico della metodologia da adottare si dovrà insistere sull' acquisizione delle abilità coordinative di base (schemi motori), occorrerà incentrare il proprio intervento sull' acquisizione delle qualità motorie (mobilità articolare, forza, velocità) attraverso esercitazioni non di tipo specifico ma tramite attività prettamente coordinative.
Per quanto riguarda il Ruolo il giovane dovrà essere accompagnato al raggiungimento di obiettivi che avvieranno alla corretta ricezione manuale della palla, al riconoscimento ed al controllo del corpo in volo, al calcio ed al lancio del pallone, alla partecipazione attiva al gioco della squadra.
Inoltre si possono individuare proposte indirizzate al miglioramento della motricità, nello specifico della coordinazione generale, della gestione dello spazio e del tempo, dell' equilibrio, della frequenza degli appoggi.

Con i giovani portieri dei Pulcini si mirerà principalmente a sviluppare la coordinazione corporea nello spazio, e tutte le esercitazioni proposte, anche quelle apparentemente tecniche, avranno come obiettivo principale quello di migliorare la gestione del proprio corpo, inducendo il giovane al riconoscimento delle svariate modalità di movimento.

LA CRESCITA DELL' ISTRUTTORE CORRISPONDERA' SEMPRE A QUELLA DEI SUOI GIOVANI !

Per approfondire leggi - IL PORTIERE NELLA SCUOLA CALCIO. Principi metodologici nel processo formativo -

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Articoli|Elaborati tecnici e di respiro generale sul ruolo del Giovane Portiere