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Articoli|Elaborati tecnici e sugli aspetti che caratterizzano la formazione del Giovane Portiere

responsiveresponsiveI titoli qui sotto elencati rappresentano lavori da me elaborati nel tempo e con i quali ho cercato di affrontare progressivamente tematiche inerenti la formazione e l'allenamento del giovane portiere. Il lettore non sempre potrà essere d'accordo con il mio pensiero e con quanto esposto: scrivere mi aiuta a mettere ordine tra le mie idee ed al contempo favorisce la creazione di un produttivo clima di confronto, tutto ciò necessario alla crescita ed alla condivisione delle mie competenze di allenatore. Compatibilmente con il tempo a disposizione proverò ad inserire periodicamente nuovi scritti, invito chi avesse delle osservazioni da pormi a contattarmi, sono sempre disponibile al dialogo ed all' ascolto di posizioni differenti.responsive

La Capacità Osservativa dell' Allenatore di Giovani Portieri

L' Istruttore, il Preparatore deve possedere capacità di osservazione volte essenzialmente al guardare al futuro.

responsiveSviluppare una capacità osservativa è il punto di partenza per il lavoro dell’ Allenatore: la strutturazione di un percorso formativo non può prescindere dall’ osservazione, l' Istruttore non può fare a meno di padroneggiare tecniche osservative, applicandole alle situazioni che si trova ad affrontare e scegliendo di volta in volta gli strumenti più idonei da proporre.

Il lavoro dell’ Allenatore di giovani portieri consiste nel progettare interventi adeguati, diversificati a seconda degli allievi con cui si trova ad operare, che spesso si esprimono con abilità disomogenee, aventi però in comune la reale necessità di essere indirizzati verso un obiettivo preciso.

Nei contesti giovanili di formazione gli obiettivi principali sono centrati sempre sulla persona, fanno riferimento ad aree appartenenti allo sviluppo dell’individuo, come quella relazionale, comunicativa, della consapevolezza di sé, cognitiva, affettiva, dell’autonomia, ecc.

Il lavoro del Formatore in ambito giovanile consiste soprattutto nel saper affiancare e guidare i propri allievi alla conquista di competenze reali e consolidate, facendo sempre riferimento ad osservazioni mirate e distribuite nel tempo.

Un' allenatore di giovani portieri che possa definirsi come un buon osservatore deve considerare attentamente le differenze che intercorrono tra l' atto del guardare e l' azione dell' osservare, si rende conto di come, tra le due posizioni, esista una moltitudine di sfumature tali da restituire risultanze nettamente differenti tra loro.

L' atto del guardare, del vedere, è spontaneo, immediato, non selettivo, rappresenta il primo approccio con la realtà circostante, è il mezzo più immediato per entrare in possesso di informazioni facenti parte di una sfera diversa dalla propria. L' azione dell' osservare, invece, si configura come un processo cognitivo, dove entrano in gioco la fedele descrizione e la profonda conoscenza del 'momento' oggetto di osservazione; l' azione osservativa è una forma di rilevazione finalizzata principalmente all' esplorazione ma ancora di più alla comprensione di un determinato evento.

E se osservare significa comprendere appare evidente come, in assenza di competenze specifiche ed abilità nell' osservare, sia difficoltosa una comprensione reale e fondata di eventi complessi come quelli generati in ambiente sportivo, e nella fattispecie in ambito formativo del giovane portiere.

responsiveIn funzione di questo è necessario esercitare la pratica osservativa in una prospettiva evolutiva, tenendo conto di ciò che è progredito e ciò che non lo è, delle evoluzioni e delle regressioni, della sedimentazione e della maturazione delle esperienze.

In altre parole non esiste un 'portiere dato' oppure un 'portiere definito in modo assoluto': in questo senso l' osservazione non dovrebbe tanto registrare ciò che il giovane portiere sà fare o sà dire in un determinato momento, ma ciò che saprà esprimere in un prossimo futuro, quando avrà ricevuto le giuste stimolazioni, quando determinati concetti saranno adeguatamente trasferiti, quando impegnato in un determinato aspetto del processo formativo.

Se non si opera in tal senso l' osservazione è relegata al passato, è tesa a rendere conto di ciò che è già accaduto e che quindi è superato.

L' osservazione che presta attenzione all' evoluzione di un futuro portiere evoluto si preoccupa, invece, di ciò che ancora dovrà accadere, ha uno scopo predittivo.

Per osservare un giovane è necessario guardarlo, ma guardare un giovane non è facile, i nostri occhi spesso guardano solo ciò che sanno vedere.

Osservare per conoscere un giovane è sempre un luogo di incontro tra i bisogni di quest' ultimo e le intenzionalità formative dell' adulto: sono momenti estremamente complessi ed affrontarli con superficialità e pressapochismo possono generare ambienti disturbati in cui la componente 'crescita' andrà inesorabilmente a scontrarsi con l' apprendimento e la maturazione della persona.

'Istruire' i nostri occhi in favore dei giovani non è mai abbastanza, soprattutto quando senti di avere la presunzione di conoscere già tutto !

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Articoli|Elaborati tecnici e di respiro generale sul ruolo del Giovane Portiere